Quattro lembi di cielo, a cura dell'ufficio stampa di AGENDA
Atmosfere poetiche e sognanti, un'originale ricerca timbrica, costruzioni musicali armoniose. Evoca mondi antichi e perduti "Quattro lembi di cielo", il debutto discografico di Daniele Venturi, compositore e direttore di coro, tra i più apprezzati della nuova generazione. Prodotto da Arsarmonica per la casa discografica Bongiovanni e distribuito da Jupiter Classics in Italia e in oltre 100 paesi di tutto il mondo.
"Quattro lembi di cielo" raccoglie dodici brani composti da Daniele Venturi tra il 2003 e il 2008, eseguiti da musicisti di punta della scena nazionale e non solo, tra i quali: Nicola Baroni, Fausto Caporali, Alessandro Carmignani, Fabiana Ciampi, Raffaello Negri, il gruppo Novecembalo con Chiara Agosti e Diadorim Saviola, Paola Perrucci e Barbara Vignudelli.
"Questo lavoro racchiude la ricerca di molti anni di esplorazioni e sperimentazioni sonore - spiega Daniele Venturi -. E' un caleidoscopio musicale che unisce mondi apparentemente lontani ma vicini nello stile e nello sviluppo del materiale sonoro. Un universo di suoni che prende forma dal respiro ancestrale e costruisce ‘castelli di sabbia' che si sciolgono nell'acqua, nell'aria o nell'anima stessa".
"Troppo spesso, troppi giovani che avevano dimostrato un buon talento, hanno gettato la spugna contro ogni aspettativa del loro ex-insegnante - dice il compositore Giacomo Manzoni, che di Venturi è stato maestro alla Scuola di musica di Fiesole -. Daniele Venturi non fa però parte di questa schiera. Dopo aver acquisito ampie conoscenze sulle tecniche compositive del nostro tempo, non ha avuto timore di continuare il suo lavoro affinando idee personali che lo distinguono dai tanti orologiai e ragionieri che popolano il panorama compositivo attuale. Chi ascolterà questo suo cd così ricco di spunti e di risultati felici se ne renderà conto".
"Composti in appena un quinquennio, tutti cameristici ma ognuno diverso dall'altro per scelta dell'organico, i dodici brani di Daniele Venturi propongono una riconoscibile continuità espressiva - aggiunge il critico e storico della musica Sandro Cappelletto -. Formano le diverse tappe di uno stesso viaggio, si offrono come testimonianza di un itinerario personale, di una raggiunta maturità. Il cielo di Venturi non è monocromo, viene attraversato da venti furiosi, da brezze serenissime, si raggruma di nero, si rasserena e schiude".
